
UZ INSIGHTS: Considerato una possibile nuova generazione di celle solari, il materiale in perovskite ha attirato grande attenzione. Negli ultimi anni il fotovoltaico in perovskite si è sviluppato rapidamente, con efficienze superiori al 25%. Tuttavia, prima di arrivare ad applicazioni reali e alla commercializzazione su larga scala, le questioni di stabilità devono essere affrontate in modo convincente.
I problemi di stabilità ambientale includono umidità, ossigeno, luce e calore. L’umidità è stata il primo fattore critico identificato e da allora è stata studiata e gestita con strategie di progettazione e fabbricazione dei dispositivi. Diversamente da quanto ipotizzato in passato, anche luce e ossigeno influenzano la microstruttura, le proprietà elettriche e le proprietà fotofisiche delle perovskiti, e quindi anche la loro stabilità.
Le tecniche avanzate di incapsulamento possono contribuire a risolvere parte dei problemi, in particolare quelli legati a umidità e ossigeno. La stabilità termica, però, non è ancora stata affrontata in modo pienamente soddisfacente. Inoltre, la dissociazione molecolare intrinseca e la migrazione ionica all’interno delle perovskiti restano temi chiave per la stabilità di lungo periodo del fotovoltaico in perovskite.
L’articolo pubblicato su Progress in Energy il 27 maggio 2020 offre una revisione tempestiva dei progressi recenti su questi problemi di stabilità, sia intrinseci sia ambientali, e sulle possibili soluzioni.
Leggi l’estratto completo dell’articolo su IOP Science, dove è disponibile anche il collegamento all’articolo integrale.
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